giovedì 17 maggio 2012

Feel Pure


Qui di seguito pubblico una raccolta, in sintesi, di articoli apparsi di recente, consiglio poi di cliccare sugli approfondimenti leggere gli originali e per avere quindi una visione più completa e pertinente.              

Diciassette anni fa Kamal Meattle scoprì che l’aria di Nuova Delhi iniziava ad ucciderlo, provocando affaticamento dei polmoni e allergie. Per questo iniziò a studiare quali piante potessero provvedere a fornire all’essere umano la giusta quantità di aria pulita, almeno in casa propria.
La risposta sono l’Areca (Chrysalidocarpus lutscens), la Lingua di suocera (Sansevieria trifasciata) e il Potos (Epipremnum aureum). L’Areca, ribattezzata Pianta del soggiorno è quella che pulisce l’aria durante le ore di luce, mentre la Lingua di suocera - la pianta della camera da letto - fa il lavoro di notte, trasformando Co2 in O2. Sei o sette Lingua di suocera, alte fino alla cintola, e 4 Areca ben cresciute, coprono il fabbisogno di una persona. A completare il lavoro delle prime due ci pensa La Specialista, il Potos, che filtra l’aria, ripulendola dalla formaldeide.
tre piante depuratrici

Kamal Meattle ha condotto studi e ricerche su queste piante per quindici anni presso il Paharpur Business Centre, un edificio occupato da 300 persone, che contiene 1200 esemplari di queste piante, che fanno il lavoro di pulizia e rendono l’aria dell’edifico tra le più pulite al mondo. Gli studi hanno dimostrato che dopo 10 ore trascorse nell’edificio, le condizioni di salute dell’individuo saranno migliori che all’entrata.
Come soluzione casalinga per avere sempre aria fresca non è male, soprattutto per chi vive in città con alti livelli d’inquinamento. Che ne dite? Avete mai sentito parlare di queste piante o di altre che fanno lo stesso lavoro di depuratrici dell’aria?
    via | greenupdater




guarda il video di Kamal Meattle
qui la trascrizione del discorso


Some 17 years ago, I became allergic to Delhi's air. My doctors told me that my lung capacity had gone down to 70 percent, and it was killing me. With the help of IIT, TERI, and learnings from NASA, we discovered that there are three basic green plants, common green plants, with which we can grow all the fresh air we need indoors to keep us healthy. We've also found that you can reduce the fresh air requirements into the building, while maintaining industry indoor air-quality standards.

The three plants are Areca palm, Mother-in-Law's Tongue and money plant. The botanical names are in front of you. Areca palm is a plant which removes CO2 and converts it into oxygen. We need four shoulder-high plants per person, and in terms of plant care, we need to wipe the leaves every day in Delhi, and perhaps once a week in cleaner-air cities. We had to grow them in vermi manure, which is sterile, or hydroponics, and take them outdoors every three to four months. The second plant is Mother-in-law's Tongue, which is again a very common plant, and we call it a bedroom plant, because it converts CO2 into oxygen at night. And we need six to eight waist-high plants per person. The third plant is money plant, and this is again a very common plant; preferably grows in hydroponics. And this particular plant removes formaldehydes and other volatile chemicals.

With these three plants, you can grow all the fresh air you need. In fact, you could be in a bottle with a cap on top, and you would not die at all, and you would not need any fresh air. We have tried these plants at our own building in Delhi, which is a 50,000-square-feet, 20-year-old building. And it has close to 1,200 such plants for 300 occupants. Our studies have found that there is a 42 percent probability of one's blood oxygen going up by one percent if one stays indoors in this building for 10 hours. The government of India has discovered or published a study to show that this is the healthiest building in New Delhi. And the study showed that, compared to other buildings, there is a reduced incidence of eye irritation by 52 percent, respiratory systems by 34 percent, headaches by 24 percent, lung impairment by 12 percent and asthma by nine percent. And this study has been published on September 8, 2008, and it's available on the government of India website.

Our experience points to an amazing increase in human productivity by over 20 percent by using these plants. And also a reduction in energy requirements in buildings by an outstanding 15 percent, because you need less fresh air. We are now replicating this in a 1.75-million-square-feet building, which will have 60,000 indoor plants.

Why is this important? It is also important for the environment, because the world's energy requirements are expected to grow by 30 percent in the next decade. 40 percent of the world's energy is taken up by buildings currently, and 60 percent of the world's population will be living in buildings in cities with a population of over one million in the next 15 years. And there is a growing preference for living and working in air-conditioned places. "Be the change you want to see in the world," said Mahatma Gandhi. And thank you for listening. (Applause)


Le piante che purificano l'aria a casa e in ufficio
Elettrosmog, fumo, aria inquinata dall'esterno rendono gli ambienti in cui viviamo sempre più a rischio. recentemente si è parlato di sindrome da palazzo malato: i sintomi sono mal di testa, nausea, irritabilità che vengono causati da sostanze come la formaldeide, l'amianto, il fumo passivo, prodotti della combustione dei fornelli, solventi che si sprigionano da tappezzerie e moquettes, acari della polvere, funghi e batteri che proliferano negli umidificatori e nei filtri dei condizionatori. Questa sindrome, che colpisce oltre il 20% delle persone, è stata definita come forma patologica dall'Oms
Per far fronte a questa situazione è necessario eliminare le fonti di inquinamento e, quando questo non è possibile, almeno ridurle. Si può poi aumentare la frequenza dei ricambi d'aria, provvedere ad una corretta manutenzione dei sistemi di condizionamento e, soprattutto, non bisogna aver paura di esagerare con il numero di piante sia in casa che in ufficio
E' stato osservato, infatti, che alcune specie da appartamento hanno la capacità di assorbire in modo specifico alcuni inquinanti. Le loro foglie, infatti, trattengono la polvere, producono ossigeno e purificano l'aria. Inoltre, il verde e la presenza di esseri vegetali migliorano il tono dell'umore e creano un ambiente più caldo e accogliente. Bastano vasi con fiori e piante verdi. Il Ficus Benjamin è un ottimo 'mangiafumo', mentre altre piante come il Filodendro, la Dracena, il Clorophytum Comosum ed il Photos purificano l'aria, assorbendo buona parte delle sostanze tossiche che si accumulano durante le 24 ore ed emettono ossigeno, che migliora notevolmente la qualità dell' aria interna.
 Esistono piante che oltre a svolgere il loro naturale ciclo con la fotosintesi clorofilliana, hanno un notevole effetto depurativo dell'aria che respiriamo. Possono quindi eliminare sostanze velenose quali la Formaldeide, Benzene, presenti in alcune colle per mobili ed il Tricloroetilene presente negli smacchiatori. Ecco l'elenco di alcune di queste piante purificatrici.

    Pianta Veleno metabolizzato
    Dracena "Warneckei" Benzene
    Dracena Marginata Benzene, Tricloroetilene, Formaldeide
    Dracena "Massangeana" Formaldeide
    Gerbera Tossine chimiche
    Edera Tricloroetilene, Benzene
    Azalea indica Gas chimici
    Sanseveria Benzene
    Ciclamino Gas chimici
    Chrysanthemum morifolius (Crisantemo) Ammoniaca, Benzene, Formaldeide
    Ficus Begniamino Benzene, Fumo, Formaldeide
    Ficus Tossine chimiche
    Pothos aureo Gas chimici
    Tulipano Xilene, Formaldeide, Ammoniaca
    Aloe Vera Anidride Carbonica anche durante la notte, Formaldeide
    Photos Monossido di carbonio, Benzene
    Rododendro Indicus Formaldeide
    Dieffenbachia Sostanze inquinanti atmosferiche

Moltissime varietà di piante in vaso sono in grado di assorbire i gas volatili, nocivi alla salute: lo Spathiphyllum può assorbire sino a 19 mg/ora di acetone e il Ficus 10 mg/ora di formaldeide. L'azione combinata di queste due essenze permette di purificare l'aria di ambienti confinati, in modo molto efficace. Lo Spathiphyllum è risultato comunque un depuratore molto attivo, in grado di trasformare in ossigeno non solo acetone e benzene, ma anche altre sostanze 

Le piante che purificano l'aria di casa


L’inquinamento dell’aria dell’ambiente esterno è molto più conosciuto di quello all’interno delle case e degli stabili. Eppure anche dentro le mura di casa la situazione non è proprio rallegrante. Qui siamo in balia dei COV (composti organici volatili) sostanze inquinanti che emanano da colle di moquette, vernici, o materiali da costruzione e d’isolazione.
Quotidianamente trascorriamo più di 20 ore all’interno di edifici, tra casa, scuola o lavoro. E proprio per questo, nelle persone più sensibili queste sostanze tossiche, a volte cancerogene, possono essere responsabili di problemi respiratori, riniti o mal di testa.
Per sentirsi meglio si sente sovente il bisogno di una bella boccata d’aria fresca e di un po’ di natura. Ma non è solo una questione istintiva. Vi sono ricercatori che sostengono l’effettiva efficacia delle piante come vere piccole fabbriche depuratrici in grado di ridurre (ma purtroppo non di eliminare) l’inquinamento interno.

Come funziona?
Il principio del disinquinamento si fonda sullo scambio gassoso. Le particelle inquinanti sono assorbite dalle foglie e i microorganismi viventi nelle radici li convertono in prodotti organici che utilizzano per nutrire la pianta. Grazie al processo di “traspirazione” la pianta emette in seguito del vapore acqueo e contribuisce così a migliorare il tasso di umidità dell’aria interna e lo stesso tasso di ossigeno. Più la pianta è di grandi dimensioni più è grande la superficie del fogliame e più è importante questo scambio gassoso.
Tuttavia un solo tipo di pianta non è in grado di eliminare tutti i tipi di elementi inquinanti. L’ideale è dunque optare per la quantità e la diversità delle piante.
Occorre inoltre osservare che, contrariamente a quanto si ritiene comunemente, non vi sono controindicazioni al fatto di avere delle piante anche in camera da letto poiché esse producono una quantità di ossigeno molto più importante del gas carbonico che emettono. Una pianta emette comunque meno anidride carbonica del partner che dorme accanto a voi o del micio che passa la notte sul vostro piumone.
Oltre a tutto ciò, bisogna infine pur riconoscere che le piante verdi in una casa o in un ufficio creano di solito ambienti molto più gradevoli.

Consigli ACSI
Moltiplicate le specie di piante poiché la loro azione è complementare.
Evitate di concentrarle in un angolo della stanza; collocatele piuttosto in piccoli gruppi in più punti.


Quali piante 

Secondo una ricerca condotta dalla Nasa (l’agenzia aerospaziale americana) nell’ambito di studi sulla purificazione dell’aria nelle basi lunari, vi sarebbero almeno 50 comuni piante d’appartamento in grado di rimuovere dagli ambienti i vapori chimici dannosi per la salute. Tra queste, la Chamaedorea elegans, la Falangio variegato, l’Aglaonema crispum, la Sansevieria trifasciata e il Ficus benjamina. Ecco nel dettaglio le caratteristiche specifiche di queste 5 piante.
Chamaedorea elegans. Questa palmetta nana,  davvero resistente a qualunque maltrattamento e adatta anche ad ambienti poco illuminati, assorbe 6 microgrammi/ora di ammoniaca. Va benissimo dunque per chi fa un uso esagerato di pulenti e…per arredare il bagno.
Falangio variegato. Robustissima piantina ricadente da “ciotola”, con foglie lunghe e appuntite bianco-variegate, si adatta a ogni ambiente e cura. Possiede grande capacità di assorbimento di inquinanti ambientali in ambienti chiusi (7 microgrammi/ora di formaldeide).
Aglaonema crispum. Se avete un ambiente con pochissima luce e volete tenervi lo stesso una bella pianta, l’Aglaoenema fa per voi. E’ una pianta robusta ed elegante e ha la speciale caratteristica di aumentare nel tempo la sua capacità di assorbimento di tossine se esposta per tempi lunghi ad ambienti inquinati (7 microgrammi/ora di formaldeide).
Sansevieria trifasciata. Questa pianta di semplice cura è anche dotata di una caratteristica anomala: al contario della maggior parte delle piante, anche durante la notte continua a svolgere una leggera attività di sintesi, producendo quindi ossigeno e assorbendo anidride carbonica. E’ adatta quindi ad arredare stanze affollate o spesso chiuse.
Ficus benjamina. La più conosciuta tra le piante d’appartamento è anche una buona “consumatrice” di formaldeide (12 microgrammi/ora). Richiede un ambiente costantemente umido, costanti e buone irrigazioni. Mal sopporta il freddo e il secco. Se in piena salute, è un vero spettacolo!

(fonte New Interior Contract)

La regola aurea e la successione di Fibonacci  

Cosa hanno in comune una galassia, l'accrescimento biologico di alcune specie animali, la spaziatura tra le foglie lungo uno stelo e la disposizione dei petali e dei semi di girasole? Tutti questi presentano schemi riconducibili a quello della sezione aurea e dei numeri di Fibonacci.

Esaminando in maniera più approfondita la forma di fiori come la margherita, il girasole o una comune pigna notiamo che esiste una stretta relazione con i numeri di Fibonacci.

Sulla testa di un tipico girasole, per esempio, il numero delle spirali rientra molto spesso in questo schema: 89 spirali che si irradiano ripide in senso orario; 55 che si muovono in senso antiorario e 34 che si muovono in senso orario ma meno ripido. Il più grande girasole che si sia mai conosciuto aveva 144, 89 e 55 spirali.

Questi sono tutti numeri che appartengono alla sequenza di Fibonacci!

Così in molte specie vegetali, prime fra tutte le Astaracee (girasoli, margherite, ecc.), il numero dei petali di ogni fiore è di solito un numero di Fibonacci, come 5, 13, 55 o perfino 377, come nel caso della diaccola. Le brattee delle pigne si dispongono in due serie di spirali dal ramo verso l'esterno - una in senso orario e l'altra in senso antiorario. Uno studio di oltre 4000 pigne di dieci specie di pino rivelò che oltre il 98 per cento di esse conteneva un numero di Fibonacci nelle spirali che si diramavano in ogni direzione. Inoltre, i due numeri erano adiacenti, o adiacenti saltandone uno, nella sequenza di Fibonacci - per esempio 8 spirali in un senso e 13 nell'altro, o 8 spirali in un senso e 21 nell'altro. Le scaglie degli ananas presentano un'aderenza ancora più costante ai fenomeni di Fibonacci: non una sola eccezione fu trovata in un test compiuto su 2000 ananas.

I numeri di Fibonacci si trovano anche nella fillotassi, l'ordinamento delle foglie su un gambo. Fu Keplero a rilevare che su molti tipi di alberi le foglie sono allineate secondo uno schema che comprende due numeri di Fibonacci. Partendo da una foglia qualunque, dopo uno, due, tre o cinque giri dalla spirale si trova sempre una foglia allineata con la prima e a seconda delle specie, questa sarà la seconda, la terza, la quinta, l'ottava o la tredicesima foglia.

Queste scoperte in botanica, in zoologia e in astronomia non avrebbero sorpreso gli antichi greci, convinti com'erano dell'armonia geometrica dell'universo e già il naturalista greco Teofrasto (c.372-287 a.C.) analizzò questo fenomeno nella sua opera "Storia delle piante e Ricerche sulle piante",

Anche Leonardo da Vinci, nei suoi studi sulle piante, rilevò nei sui studi come dalla struttura a strati concentrici dei tronchi si possa arrivare all’età della pianta (il geotropismo e l’eliotropismo) e descrisse questa particolare dispersione delle foglie rispetto alla loro inserzione sui fusi e alle loro ramificazioni.

approfondimento qui

La storia dei giardini di Varese la potete trovare qui scarica le guide

La teoria dei colori




Gli oggetti e gli ambienti che ci circondano sono in gran parte colorati. Ciò dipende dal fatto che la luce si diffonde attraverso onde di diversa lunghezza: ad ogni onda corrisponde un colore. La differenza tra 'colore' e 'non colore' è spesso labile e soggettiva: la conoscenza della 'teoria dei colori' è affascinante e varia...

Il nostro occhio percepisce solo una piccola parte delle onde luminose esistenti in natura; a questa corrisponde uno spettro di sette colori: il rosso, l’arancio, il giallo, il verde, l’azzurro, l’ìndaco e il violetto.


Il fisico inglese Isaac Newton dimostrò, nel 1672, che la luce, che vediamo bianca, è in realtà composta dai sette colori dello spettro solare. Nel suo esperimento Newton fece passare un raggio di luce attraverso un prisma di cristallo. Il raggio si scompose così nei sette colori dello spettro solare, dimostrando che il bianco è la somma di quei colori.
Una cosa simile accade nell’arcobaleno: la luce che passa attraverso le piccole gocce d’acqua, sospese nell’aria dopo una pioggia, si scompone nei sette colori dello spettro (con tutte le relative gradazioni intermedie).

Deriva quindi questa osservazione: l’oggetto che riflette tutte le onde luminose appare bianco (bianco = somma di tutti i colori); l’oggetto che assorbe tutte le onde, senza restituirle ai nostri occhi, viene visto dai nostri occhi nero (nero = assenza di colori); l’oggetto che assorbe tutte le onde tranne uno, ha il colore corrispondente a quell’unica onda ( ad esempio: un oggetto che non assorbe il verde, viene visto dai nostri occhi verde).
Per questa ragione alcuni artisti definiscono il bianco e il nero “non colori” perché il bianco è dato dalla somma di tutti i colori, il nero dall’assenza di colori.
La suddivisione dei colori
I colori si suddividono in PRIMARI, SECONDARI E TERZIARI.
I colori PRIMARI: ROSSO, BLU, GIALLO, non possono essere generati da altri colori.
I colori SECONDARI: ARANCIO, VERDE, VIOLA si ottengono mescolando due primari in parti uguali.
All’interno dei colori primari e secondari, abbiamo tre coppie di colori detti COMPLEMENTARI.
Ogni coppia di complementari è formata da un primario e dal secondario ottenuto dalla mescolanza degli altri due primari. Per sapere qual è il complementare del colore primario giallo, mischiate gli altri due primari, il rosso e il blu: ottenete il viola che risulta essere il complementare del giallo.
Ogni coppia ha in sé un colore poco luminoso ed uno molto luminoso.
Nelle coppie giallo - viola, rosso - verde, arancio - blu, il primo colore è molto più luminoso del secondo.
Se si accostano i colori complementari si ottiene un effetto di massimo contrasto: i due colori acquistano forza cromatica rafforzando a vicenda la luminosità di entrambi.
Se si pone un colore luminoso al centro del suo complementare meno luminoso, l'effetto di contrasto e di complementarità è particolarmente evidente.

Nessun commento:

Posta un commento

LinkWithin

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...